Quando il gioco si fa duro…
ottobre 12th, 2009 at 13:47Da Francesco Costa, l’analisi più lucida di quanto è successo ieri al congresso del Pd.
Qualcuno non ha preso granché bene il fatto che ieri Franceschini abbia schiantato Bersani. Lo capisco, siamo in campagna congressuale, ci può stare. Ma bisognerebbe fare lo sforzo di inventarsi risposte migliori di quelle sciocche e biliose utilizzate finora. Dire che Franceschini «aveva la claque» vuol dire farsi ridere dietro, visto che nella sala potevano entrare solo i delegati – di questi solo il 37 per cento era in quota segretario – più ottanta invitati per mozione, e soprattutto visto che chiunque fosse presente si è accorto che durante moltissimi passaggi, nonché quelli più acclamati (vedi quello sull’essere anti-italiani o la risposta alla sciagurata intervista di D’Alema al Riformista, vedi alla voce «picconare la ditta»), gli applausi venivano dall’intera sala. Dire «era solo un comizio», invece, è talmente ridicolo che è quasi tenero. Vuol dire che Bersani non si era accorto di non essere ancora stato eletto segretario? Oppure vuol dire che se Bersani avesse voluto «fare un comizio» avrebbe trascinato l’intera sala tra applausi scroscianti? Non è che Franceschini ha fatto un comizio e Bersani no: è che il comizio di Bersani era brutto. Poi, per carità, Bersani ha altre doti e ci sono cose più importanti: abbiamo già avuto un leader che biascica e annoia a morte i suoi stessi sostenitori, se pensiamo sia il caso possiamo averne un altro. Basta dirlo.








